Leo Castelli, l’uomo che inventò l’arte americana e la trasformò in necessità! the man who invented American art and turned it into necessity!

Colui che rivoluzionò le regole del mercato mondiale degli ultimi quattro decenni del ‘900. He who revolutionized the rules of the world market of the last four decades of the ‘900.

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Leggendo il libro di Annie Cohen Solal mi è tornata alla mente un’immagine imprigionata nella memoria, di quest’uomo piccolo di statura, italiano che si chiamava Leo Castelli. Era sempre circondato da un gruppo di artisti americani e da quell’alone di mistero che lo avvolgeva. Parlava come un americano e si muoveva in quell’ambiente artistico come se l’avesse creato lui. Solo molti anni dopo venni a sapere che senza di lui tutto sarebbe stato diverso. 

Reading the book by Annie Cohen Solal, I recalled an image in the memory of this tiny man, an Italian who was called Leo Castelli. He was always surrounded by a group of American artists an aura of mystery that enveloped him. He spoke like an American and moved in that artistic environment as if he had created it. Only many years later I discover that without him everything would be different.

Prima di diventare un personaggio di rilievo nel mondo artistico è stato un uomo dai mille volti, dalle tante vite. Nacque a Trieste nel 1907 dall’incontro di due comunità ebraiche e visse l’Italia fascista che imponeva l’italianizzazione dei cognomi, trasformando Leo Krausz, in Leo Castelli. Sembra strano apprendere che durante l’adolescenza soffrisse di complessi dovuti a una statura che non superava il metro e cinquanta. Il padre lo mandò da un famoso allievo di Freud, e pare che dopo una sola seduta si trasformò nel sedicente seduttore che rimase per tutta la vita. Durante l’adolescenza il suo mondo fatto di privilegi gli consentì di utilizzare abitualmente sei lingue e questo gli permetterà di non sentirsi mai straniero e soprattutto di poter instaurare quelle numerose relazioni che si riveleranno il segreto del suo successo.

Before becoming a prominent figure in the art world he was a man of many faces, with many lives. He was born in Trieste in 1907 from the meeting of two Jewish communities and lived through Fascist Italy which imposed the Italianization of surnames, transforming Leo Krausz into Leo Castelli. It seems strange to learn that during his adolescence he suffered from a complex due to a stature that did not exceed one meter and fifty. His father sent him to a famous pupil of Freud, and it seems that after only one session he became the so-called seducer who remained for the rest of his life. During his adolescence his world of privileges allowed him to habitually use six languages ​​and this will allow him never to feel foreign and above all to be able to establish those numerous relationships that will prove to be the secret of his success.

Il padre, ricco banchiere dedito al lavoro e allo sviluppo di relazioni con uomini facoltosi, lo instraderà nella attività di assicuratore. Leo si annoierà a morte, ma sarà introdotto nella buona società e sposerà presto Ileana Shapira, figlia di uno degli uomini più potenti dell’epoca. Gli anni dopo il matrimonio con Ilenia, le innumerevoli storie di entrambi e infine il divorzio e altri due matrimoni, non riuscirono a intaccare quel sodalizio artistico che li rese una coppia appassionata per sempre.  Ilenia a detta di tutti, era la vera intellettuale con un gusto superiore alla norma e la capacità di guardare oltre a quello che vedeva. Leo aveva dedicato anni nella cura delle relazioni, forse ignaro del proprio destino, si era preparato con puro spirito pionieristico a manipolare l’intero settore dell’arte. Inizialmente vissero in Francia, nonostante la guerra e l’affermarsi del fascismo decisero di aprire la loro prima galleria parigina. Fu principalmente un esperimento per assecondare la loro passione, ma quando la guerra incombe, anche la famiglia Shapira si appresta alla fuga.

His father, a wealthy banker dedicated to working and developing relations with wealthy men, routed him in the business of insure. Leo was bored to death, but was introduced to good society. Soon marry Ileana Shapira, daughter of one of the most powerful men of the time. The years after the marriage with Ilenia, the innumerable stories of both, and finally the divorce and two other marriages, failed to affect that artistic partnership that made them a united couple forever. By all, Ilenia was the true intellectual with a taste superior to the norm and the ability to look beyond what she saw. Leo had spent years in the care of relationships, perhaps unaware of his own destiny, he had prepared with pure pioneering spirit to manipulate the entire art sector. Initially they lived in France, despite the war and the rise of fascism they decided to open their first Parisian gallery. It was mainly an experiment to indulge their passion, but when the war looms, even the Shapira family flee.

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Meta di molti surrealisti fu New York, li si ritrovarono artisti e intellettuali come Peggy Guggenheim, Marx Ernest, Dalì, Kandinsky, scappati dalla furia nazista. Tutti i musei americani erano dedicati all’arte europea, la Francia colonizzò i gusti newyorkesi e rispetto a Parigi, il mondo artistico era inesistente. A New York si trovava Picasso, Matisse, Braque, mentre gli artisti americani venivano considerati declassati, alcuni dipingevano nella miseria più nera ma tutti si sentivano liberi di fare qualsiasi cosa.  A New York Castelli decise nel 1941 di recarsi per la prima volta al MoMA e da qui ha inizio una nuova vita. Iniziò a frequentare Alfred Barr il direttore del MoMA, che a soli venticinque anni conosceva tutta la storia dell’arte del vecchio continente, scoprì le avanguardie prima che fossero decimate dal nazismo e si imporrà per far conoscere il contemporaneo negli Stati Uniti. Grazie a lui colma le sue lacune e getta le basi per un rapporto duraturo che gli permetterà di penetrare il mondo dei musei. Viaggiava ininterrottamente tra New York e Parigi interpretando vari ruoli, mediatore, commerciante, collezionista, organizzatore di mostre. Si muoveva nell’ombra fra vari mondi, da quello altolocato dei collezionisti, agli ambienti internazionali, fino a vivere a stretto contatto con gli artisti, riuscendo per primo a captare informazioni importanti.

The destination of many surrealists was New York, and artists and intellectuals such as Peggy Guggenheim, Marx Ernest, Dalì, Kandinsky, escaped from Nazi fury. All American museums were dedicated to European art, France colonized New York tastes and compared to Paris, the artistic world was non-existent. Picasso, Matisse, and Braque were in New York, while American artists were considered downgraded, some painted in the darkest misery but everyone felt free to do anything. In New York, Castelli decided in 1941 to go to the MoMA for the first time and from here a new life begins. He meets Alfred Barr the director of the MoMA, who at only twenty-five years knew the whole history of the art of the old continent, he discovered the avant-gardes before they were decimated by Nazism and he will impose himself to make the contemporary in the United States known. Thanks to him he fills his gaps and lays the foundations for a lasting relationship that will allow him to penetrate the world of museums. He traveled continuously between New York and Paris playing various roles, mediator, merchant, collector and organizer of exhibitions. He moved in the shadows between various worlds, from the high-ranking collectors to international environments, to living in close contact with the artists, being the first to capture important information.

Gli artisti in quel periodo si fecero carico di un conflitto iniziato già nell’ottocento per l’affermazione della propria identità, in una società che lo considerava inutile. Leo e Ileana si trasferiranno presto in un palazzo della 4 East 77 Street, comprato da Shapira, ospitando per un lungo periodo la disperazione di artisti, critici, mercanti, collezionisti, facendolo diventare un luogo dove idee e arte si fondevano. Il suo primo incarico che durò anni di peripezie fu svolto per l’opera di Kandinsky. L’artista in vita aveva sperato invano di trovare un grande mercante che lo aiutasse nel sostenere la sua opera. Dopo la sua morte, Castelli diventerà l’ uomo di fiducia della moglie riuscendo a rintracciare, comprare, e vendere centinaia di quadri. Lavorò per restituirgli quella notorietà che all’epoca il maestro non aveva, decidendo a chi dovessero andare i suoi quadri, consentendo al pubblico americano di scoprirne il valore. Grazie a lui le sue collezioni sono state costituite da importanti musei e grazie all’artista Castelli si è assicurato la rispettabilità all’interno del sistema dei musei e delle gallerie di New York.

The artists at that time took charge of a conflict that had already begun in the nineteenth century for the affirmation of their own identity, in a society that considered it useless. Leo and Ileana will soon move to a building on 4 East 77 Street, bought by Shapira, hosting for a long time the desperation of artists, critics, merchants, collectors, making it a place where ideas and art merged. His first assignment which lasted years of vicissitudes was carried out for Kandinsky’s work. The artist in life had hoped in vain to find a great merchant to help him support his work. After his death, Castelli will become his wife’s trusted man, managing to track down, buy, and sell hundreds of paintings. He worked to give him back that notoriety he didn’t have at the time, deciding who his paintings should go to, allowing the American public to discover its value. Thanks to him, his collections were made up of important museums and thanks to the artist Castelli he secured the respectability within the system of museums and galleries in New York.

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Fu così che nel 1957 Leo Castelli all’età di 50 anni, privo di forze di grande entità utilizzerà la stanza di sua figlia a New York, per aprire finalmente la sua galleria, dove poter esporre gli artisti americani, fermamente convinto del loro talento. Il lavoro di questa strana coppia, ignara del loro destino sarà decisivo per l’arte americana. Dopo la guerra gli artisti immigrati, considerati sempre un po’ ospiti tornano a casa. Si apre una crisi nel mondo dell’arte e Castelli decise di associare artisti europei ad artisti americani, così da metterli sullo stesso piano, facendoli salire di valore. Contemporaneamente presenterà  due mostre, una a Parigi e una a New York, permettendo la ripresa del mercato.

Thus it was that in 1957 Leo Castelli at the age of 50, deprived of great forces, would use his daughter’s room in New York to finally open his gallery, where he could exhibit American artists, firmly convinced of their talent. The work of this strange couple, unaware of their destiny, will be decisive for American art. After the war, immigrant artists, always considered a bit as guests, return home. A crisis opens up in the world of art and Castelli decided to associate European artists with American artists, so as to put them on the same level, making them rise in value. At the same time he will present two exhibitions, one in Paris and one in New York, allowing the market to recover.

Castelli in tutto questo supportava gli artisti anche in veste di mecenate. E’ chiaro che senza il capitale ingente della moglie non sarebbe mai riuscito a crearsi una sua collezione, ma a quel tempo nessuno aveva soldi, anche Castelli non navigava nell’oro, ma si era impegnato nel finanziare gli artisti e nel comprare arte anche ricorrendo a prestiti. Riuscì con il suo senso del rischio, ad accrescere il suo monopolio, trasformando l’arte in necessità. Scoprì le grandi personalità staccate dall’espressionismo astratto, si dedica alla pop art, all’arte Povera, all’arte Concettuale. In una ventina d’anni riesce a entrare in sintonia con gli artisti contemporanei americani dando vita a un nuovo stile “il moto perpetuo dell’innovazione”.

Castelli also supported the artists also as a patron. It is clear that without the substantial contribution of his wife he would never have been able to create his own collection, but at that time no one had money, even Castelli did not sail in gold, but he was committed to financing artists and buying art also by resorting to loans. With his sense of risk he managed to increase his monopoly, turning art into necessity. He discovered great personalities detached from abstract expressionism, he devoted himself to pop art, to poor art and to conceptual art. In twenty years he manages to tune into contemporary American artists, giving life to a new style “the perpetual motion of innovation”.

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Cercò continuamente nuovi talenti, esplorando le zone di New York più malfamate e se questo era il suo primo obiettivo, il secondo era sicuramente aprire le porte dei musei ai suoi artisti. Aveva una tecnica infallibile nell’avvicinare un nuovo movimento all’artista, presentando ad esempio Jasper Johns successore di Duchamp e Frank Stella come successore di Jasper Jonhs. In questo modo fece entrare la storia dell’arte nella sua galleria, creando legami tra il mercato e i musei. Aveva la capacità di concettualizzare i movimenti creati dai suoi artisti e di prevedere chi sarebbe stato l’acquirente giusto. La sua astuzia nei movimenti era sicuramente fuori dalla norma, non cercava semplici collezionisti, dovevano dimostrare di poter contribuire al successo dell’artista, dovevano attendere nella sua finta lista d’attesa e saper creare collezioni uniche.

He was constantly looking for new talents, exploring the most infamous parts of New York and if this was his first goal, the second was surely to open the doors of museums to his artists. He had an infallible technique in approaching a new movement to the artist, presenting for example Jasper Johns successor to Duchamp and Frank Stella as successor to Jasper Jonhs. In this way he brought the history of art into his gallery, creating links between the market and the museums. He had the ability to conceptualize the movements created by his artists and to predict who would be the right buyer. His shrewdness in the movements was certainly out of the norm, he was not looking for simple collectors, they had to prove that they could contribute to the success of the artist, they had to wait in his fake waiting list and know how to create unique collections.

“Tra il 58 e il 1981 Leo Castelli scopre, vende, promuove e rende celebri a New York e nel mondo: Jasper Johns, Robert Rauschenberg, Frank Stella, Cy Twombly, Lee Bontecou, Roy Lichtenstein, John Chamberlain, Andy Warhol, James Rosenquist, Donald Judd, Christo, Edward Higgins, Robert Morris, Joseph Kosuth, Dan Flavin, Keith Sonnier, Richard Serra, Richard Artschwager, Ed Rusha, Claes Oldenburg, Lawrence Weiner, Ellsworth Kelly, Hanne Darboven, Kenneth Noland, James Turrell, Julian Schnabel, David Selle.

“Between 1958 and 1981, Leo Castelli discovered, sold, promoted and made famous in New York and around the world: Jasper Johns, Robert Rauschenberg, Frank Stella, Cy Twombly, Lee Bontecou, Roy Lichtenstein, John Chamberlain, Andy Warhol, James Rosenquist, Donald Judd, Christo, Edward Higgins, Robert Morris, Joseph Kosuth, Dan Flavin, Keith Sonnier, Richard Serra, Richard Artschwager, Ed Rusha, Claes Oldenburg, Lawrence Weiner, Ellsworth Kelly, Hanne Darboven, Kenneth Noland, James

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 La XXXII Biennale di Venezia fu la tappa decisiva per l’ingresso dell’arte americana in Europa. Il Leone D’oro, dopo molte polemiche e sotto gli occhi esterrefatti dei conservatori veniva vinto da Rauschenberg. Questa Biennale per la prima volta mise i grandi continenti l’uno contro l’altro. Gli americani liberi dal peso della storia, senza un punto di partenza a cui tendere presentarono un programma coordinato da Solomon, che prevedeva ben 99 opere d’arte innovative. Al contrario l’arte degli italiani di sapersi arrangiare non fa una bella figura, e mentre la Chiesa vieta ai sacerdoti di visitare i padiglioni della mostra e i francesi esibiscono la loro poco convincente secolare superiorità, sulla Biennale per la prima volta appare l’ombra della manipolazione. La stampa titolerà “Biennale Venduta!” e mentre Castelli dava un grosso ricevimento sull’isola di Murano per festeggiare Rauschenberg, la stampa lo accusa di arbitrare le sorti dell’arte. L’arte americana era considerata ridicola e oltraggiosa per il vecchio continente e ci volle l’apprezzamento di Sartre per capire che qualcosa stava cambiando. Leo si apprestò a tradurre la critica del famoso intellettuale in tutte le lingue che conosceva, facendola girare per il mondo intero. Questo avrà una grossa ripercussione sui critici del tempo. Mentre seguiva tutto da New York, la ormai ex moglie Ilenia, attraverso la sua galleria parigina apriva il varco agli artisti americani in Europa. Fu una vera colonizzazione, svilupperanno una rete di collezionisti e gallerie satellite necessarie allo sviluppo della commercializzazione mondiale.

The XXXII Venice Biennale was the decisive stage for the entry of American art into Europe. The Leone D’oro, after many controversies and under the astonished eyes of the conservatives, was won by Rauschenberg. This Biennale for the first time put the great continents against each other. Americans free from the weight of history, without a starting point to aim for, presented a program coordinated by Solomon, which included as many as 99 innovative works of art. On the contrary, the art of the Italians of knowing how to arrange themselves does not make a good impression, and while the Church forbids the priests from visiting the exhibition pavilions and the French exhibit their unconvincing secular superiority, on the Biennale for the first time the shadow of handling. The press will be titled “Biennale Venduta!” and while Castelli gave a party on the island of Murano to celebrate Rauschenberg, the press accuses him of arbitrating the fate of art. American art was considered ridiculous and outrageous for the old continent and it took Sartre’s appreciation to understand that something was changing. Leo prepared to translate the criticism of the famous intellectual into all the languages ​​he knew, making it run around the whole world. This will have a big impact on the critics of the time. While following everything from New York, the now ex-wife Ilenia, through her Parisian gallery opened the door to American artists in Europe. It was a true colonization, they will develop a network of collectors and satellite galleries necessary for the development of worldwide marketing.

Grazie a Castelli l’arte ha raggiunto il pubblico di massa, permettendo in America, la nascita di programmi di aiuti governativi per le arti. E’ riuscito a inserire le tendenze americane nella storia dell’arte, procurando all’artista una posizione di spicco anche all’estero. Aprirà diverse gallerie e attività, la più dinamica, un vero centro creativo e culturale fu a sud di Manhattan, acquisendo con altri soci uno stabile di 5 piani che si chiamerà 420 West Broadway. Qui a Soho, Castelli diverrà attore protagonista della bonifica di un intero territorio.  Grazie a lui negli anni 60 New York si trasformerà in meta culturale, riuscendo a sviluppare anche rapporti statali, trasformandosi in una specie di agente culturale. Il sabato pomeriggio tutti andavano alle sue inaugurazioni proprio come fosse stato un museo. Pubblicava incredibili cataloghi e organizzava itinerari per mostre nel mondo intero. E se le opere non si vendevano lui erogava assegni mensili ai suoi artisti, assicurandosi un monopolio. Un lato non trascurabile fu quello spiccato del mecenate, investiva gran parte di quello che guadagnava sugli artisti, dandogli modo di produrre.

Thanks to Castelli the art has reached the mass audience, allowing in America, the birth of government aid programs for the arts. He succeeded in inserting American trends in the history of art, giving the artist a prominent position abroad. He will open several galleries and activities, the most dynamic, a true creative and cultural center was in the south of Manhattan, acquiring with other partners a five-story building called 420 West Broadway. Here in Soho, Castelli will become the protagonist of the reclamation of an entire territory. Thanks to him in the 60s New York will turn into a cultural destination, managing to develop state relationships, becoming a sort of cultural agent. On Saturday afternoons everyone went to his inaugurations just like a museum. He published incredible catalogs and organized itineraries for exhibitions throughout the world. And if the works were not sold he paid monthly checks to his artists, securing a monopoly. A not inconsiderable side was that of the patron, he invested much of what he earned on artists, giving him the means to produce.

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A settant’anni si appresta a vivere gli anni più intensi della sua carriera, aprendosi anche agli artisti europei, creando una rete internazionale di galleristi sempre più strutturata, pronti ad acquistare da lui e rispettando l’esclusiva che nel tempo si era conquistato. Qualcuno disse che il suo vero lavoro fu quello di costruire la fama altrui, cambiando per sempre la storia dell’arte. In realtà era un uomo di talento, capace di muoversi in tutti gli ambienti, con una dote spiccata per i rapporti umani, capace di trasformare se stesso e i valori simbolici dell’arte per la società americana, ideando un nuovo sistema economico e culturale che negli Stati Uniti, ancora perdura.

At the age of seventy, he is about to experience the most intense years of his career, also opening up to European artists, creating an increasingly structured international network of gallery owners, ready to buy from him and respecting the exclusivity that he had won over time. Someone said that his real job was to build the fame of others, forever changing the history of art. In reality he was a talented man, capable of moving in all environments, with a strong talent for human relationships, capable of transforming himself and the symbolic values ​​of art for American society, creating a new economic and cultural system that in the United States, still lasts.

By Samantha Ghironi

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