The eternal migration of the human condition: Gustavo Aceves in Rome.

L’eterna migrazione della condizione umana.

A Roma, nel magnifico scenario dei Mercati di Traiano possiamo ancora ammirare l’opera scultorea dell’artista Gustavo Aceves. Sette mesi di esposizione fino al 5 marzo, in un percorso che si snoda fino al Colosseo per giungere all’ Arco di Costantino dove un monolite intriso di misterioso significato si erge solitario.

In Rome, in the magnificent scenery of the Markets of Trajan we can still admire the sculpture by the artist Gustavo Aceves. Seven months of exposure until March 5, on a path that winds down to the Coliseum to reach the Arch of Constantine, where a monolith imbued with mysterious meaning stands alone.

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Mai opera contemporanea pur mantenendo la propria forza, è riuscita a penetrare così armoniosamente questi luoghi dove da sempre regna sovrano il passato. Testimonianza di come l’arte è capace di creare un ponte dove energie diverse comunicano tra loro rafforzando il senso nel presente in cui si guarda.

Never contemporary work while maintaining its strength, has successfully penetrated so harmoniously in these places where always reigns the past. Testimony of how art is capable of creating a bridge where different energies communicate with each other by strengthening the sense in the present.

Le 40 sculture si fondono perfettamente allo scenario del parco archeologico romano, restituendo una energia alchemica che ferma il tempo in un sacrilego silenzio. Quasi ci si domanda se quelle sculture siano sempre appartenute a quel luogo e solo oggi, siano venute alla luce. Ci si chiede se quei segni tatuati sui giganteschi cavalli siano stati oggi codificati. Se la disidratazione dei materiali quali bronzi, sabbie, marmi, siano, oppure no, appartenuti  alla storia.

The 40 sculptures blend perfectly with the scenario of the Roman archaeological park, returning an alchemical energy that stops time in an unholy silence. Nearly one wonders if those sculptures have always belonged to that place and only today, have come to light. One wonders if those signs tattooed on the giant horses were encoded today. If the dehydration of materials such as bronze, sand, marble, are, or not, belonged to history.

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Ma i cavalli di Aceves hanno in se un moto travolgente, quasi sibilano l’orrore della forzata migrazione, disidratati, trafitti, senza arti, sopravvissuti per puro gioco della sorte, sono approdati nel Mediterraneo e qui sono in grado di farci rivivere tutta la loro tragedia, metafora dell’ odierna migrazione a cui tutti siamo testimoni.

But Aceves’s horses have an overwhelming motion, almost hissing the horror of forced migration, dehydrated, transfixed, without limbs, survived by pure game of chance, landed in the Mediterranean, here they are make us relive all their tragedy of ‘ today’s, metaphor migration to which we are all witnesses.

Questo enorme progetto scultoreo che l’artista re inventa ogni volta,  si muove rapido verso mete differenti, dopo Berlino e Roma, Atene, forse Parigi, Venezia e poi chissà! migrerà lontano, racchiudendo in se la speranza, di aver dato suono al dolore dei molti e aver penetrato le coscienze di chi non sa di essere figlio lui stesso, di una migrazione.

This huge sculptural project that the artist re invents each time, moving quickly to different destinations, after Berlin and Rome, Athens, perhaps Paris, Venice and then who knows! the Aceves culptural project encloses the hope of giving voice to the pain of migrants and having penetrated the consciences of who does not know that, all people are a son’s of migration.

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L’opera artistica di Aceves è capace di sovvertire gli ordini della percezione, per farci guardare con occhi nuovi l’abitudine allo sbarco quotidiano, parlando attraverso la storia, del presente.

Perché la nostra generazione non si renda complice di reato verso l’umanità.

Because our generation not  becomes accomplice to a crime against humanity.

Samantha Ghironi

www.samanthaghironi.com

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